Archive for June, 2009

Eventi al bosco

Thursday, June 18th, 2009

“Forse dovrebbe vedere cosa sta succedendo nei boschi, sappia che sono tre notti che va avanti così.”

Una lettera anonima, recapitata a più persone, soggetti curiosi, studiosi o forse amanti del mistero e dell’avvenuta.

Non è una storia quella che vien narrata in queste righe, bensì un reale incontro avvenuto poche notti fa in uno dei punti più misteriosi della città Fall River.

Un’incontro dettato da quelle poche righe scritte su di un foglio e lasciato in modo che gli interessanti si presentassero nelle zone più esterne del bosco, senza bisogno di inoltrarsi troppo, benché l’intenzione vi fosse stata.

L’ambiente tetro e la notte silenziosa, per quanto potesse sembrar strano trovandosi nei pressi di un bosco, non v’era alcun rumore ne di sottobosco ne di nient’altro. L’astro lunare splendeva nel cielo terso, filtrando tra i rami e la vegetazione, apparendo come una mistica luce argentea sulla cappa di nebbia che si abbatteva su tutta la città; gli avventurieri, o per meglio dire, i curiosi che s’addentrarono nei boschi nell’ora tarda di quella notte, si ritrovarono poco dopo uniti, anche per la sensazione di disagio che aleggiava attorno a loro.

Rumori di passi e di foglie schiacciate provenire dal fitto del bosco hanno fatto allertare il gruppo di persone poco più fuori del bosco, convincendoli a rimanere sempre più vicini l’un l’altro.

La nebbia intanto iniziava a compiere movimenti innaturali, diradandosi e re infittendosi a fasi alterne… qualcosa destò la curiosità di uno delle persone poco più dentro nel bosco, così da farlo avvicinare sempre più alla fonte di mistero presente nel luogo.

Forse premeditato o un gesto istintivo, questo qualcosa iniziò a muoversi velocemente verso l’esterno della selva, muovendosi sempre con più rapidità in direzione del restante gruppo che, ignaro, rimaneva lì sul limitare del bosco. I forti rumori provenire dal fitto fino all’esterno iniziavano a diventare sempre più intensi donando anche chiara visione di ciò che li provocava… all’apparenza un animale selvatico uscire dalla selva e dirigersi con intenzioni poco rassicuranti verso il gruppo di avventurieri rimasti in attesa di comprendere cosa fossero qui forti suoni improvvisi.

Quell’ animale raggiunto il gruppetto, invece di proseguire travolgendo i malcapitati, si accasciò al suolo morente, cogliendo lo stupore generale di chi assisteva alla scena. Incredulità nel vedere e scoprire che quell’animale in realtà era morto già da tempo e che quella carcassa si era mossa percorrendo a grande velocità una distanza non indifferente, prima di cadere al suolo, lasciando che un liquame scuro uscisse fuori dalle interiora; il forte fetore iniziò a liberarsi nell’aree portando ancor più disagio alle persone che riuscirono a ritrovare quella figura addentratasi nel fitto poco dopo aver visto che il liquido denso e scuro non si trattava di sangue, benché il colore fosse simile al verde.

Le stranezze iniziarono a prender vita in quel luogo:
la nebbia si diradò permettendo una visuale della luna rossa, come impregnata di sangue, qualcuno degli avventurieri la descrisse così quasi come se avvertisse il proprio viso impregnato di quel sangue colato direttamente dalla luna. C’è chi iniziò ad allontanarsi preso dal terrore, in preda a grida ed incitamenti all’andar via da quei luoghi, tentando di portarsi sempre più lontano dalla luce dell’astro lunare, come se quel fascio potesse esser uno sguardo tetro e malvagio rivolto verso loro.

In tutto il caos creato per le visioni e per ciò che iniziava ad avvenire in quei luoghi deserti e tetri, qualcosa iniziava a prendere forma dalla carcassa, apparentemente due figure umanoidi uscirono fuori ad quel liquame verdastro, mentre la nebbia riprendeva a muoversi in quella danza alternata, rendendo il tutto ancor più incerto e confusionario.

Queste immagini apparse improvvisamente sembravano risollevare l’aria di disagio che era presente attorno ai nostri avventurieri, facendo sentire in pace chiunque continuava ad osservarli, per qualcuno non era così, avvertendo una sensazione di pericolo e tentando di far ridestare chi invece era sotto l’effetto di quelle figure non ben definite.

Questo sortilegio continuò fino a quando qualcuno non estrasse la propria arma e fece fuoco, tentando di colpire una di queste figure, illuminando per qualche attimo a giorno la zona dove gli avventurieri eran presenti e dove venivano “attaccati” da queste sagome di dubbia provenienza. Quello sparo e quel fragoroso rumore riecheggiò per il bosco, destando una delle persone, che riuscì ad esser portata lontana dal posto da uno degli avventurieri, che iniziò ad allontanarsi dalla zona misteriosa. A fatica anche i restanti avventurieri riuscirono a riprendersi da quelle visioni che li colpirono, riuscendo a spostarsi in seguito da quel luogo.

Qualcosa di strano si sta muovendo nelle viscere della terra sotto la nostra cittadina, qualcosa che non ha a niente a che fare con i disboscamenti o con le rovine naturali avute negli ultimi anni. Qualcosa sembra essersi risvegliato sotto i nostri piedi e sembra che voglia render partecipi tutti i cittadini di quest’evento. Quale sarà il prossimo evento? Cosa ci sarà di nuovo e di prossimo nella città di Fall River?

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Dal Diario di Daniel Allender

Friday, June 5th, 2009

Fall River, 31 Maggio 1925

Sono appena giunto in città. Subito mi sono diretto al manicomio, per un’occhiata preliminare. Le speranze sono molto vivide. Lavorare lì potrebbe anche aiutarmi a dimenticare i miei problemi… per un po’… forse addirittura basta pillole ed alcool… Mah… in attesa di risposta dalle alte sfere, alloggio in una pensione. Non è granchè, ma il quartiere Nord dicono sia uno dei migliori…

Fall River, 2 Giugno 1925

Strani fatti sono accaduti ieri notte. stavo camminando per i malfamati sobborghi, in cerca di qualche nuovo soggetto da analizzare. E’ pieno di disperati, malati, nel corpo e nella mente. Ma la persona i ncui mi sono imbattuto era ben diversa da ciò che cercavo. William Masters, droghiere di origini inglesi. Un tipo strano, ma di piacevole compagnia. Abbiamo passeggiato sotto alla pioggia, quando è successo. La sensazione opprimente d’esser’ osservati. Peggio degli sguardi folli che mi rivolgono i malati mentre passo per il corridoio dell’ospedale a Boston. Non ho mai avuto così tanta paura…non ho mai avuto paura… Poi due cani, due “psicopompi”, hanno portato a noi una presenza, che con voce femminile ci chiamava a sè. Ci siamo avvicinati entrambi,ed io ho avuto l’irreale esperienza del mio spirito sopra alla città, separato dal corpo. Poi sono rientrato in me. “Winter”, è stata l’ultima parola pronunciata da quell’entità. Non so se fosse vero… o se fosse colpa degli psicofarmaci… i maledetti psicofarmaci… ma ormai non riesco più a farne a meno…
Presto manderò una lettera a Walter. L’unico psichiatra di cui mi fidi, oltre a me… da solo non posso più curarmi…

Fall River, 3 Giugno 1925

Ho finito la scorta di alcolici… maledetto proibizionismo… devo trovare qualcuno di fiducia da cui reperirli…

Fall River, 5 Giugno 1925

La parola “Winter”, sussurrata da quell’entità nel vicolo potrebbe finalmente avere un senso. Ieri sera mi sono recato al manicomio cittadino, dove la commissione mi ha chiesto di visitare una paziente. Assieme a me alcune figure di spicco, come il Capitano della Polizia locale, Elrick Bartold. La paziente è una bambina di circa dodici anni, Jessica Winter. Ho sobbalzato a quel nome. La bambina pare abbia mangiato i suoi genitori, e fin qui, sebbene strano, niente che non si sia mai visto. Se non fosse che la bambina presenta delle facoltà alquanto strane. Inquietanti e affascinanti al tempo stesso. Telepatia di sicuro, sapeva di Eleonor, e di altre persone di cui ignoro la storia. Inoltre, pare che riesca a liberarsi dalle misure contenitive, camicia di forza e manette. Chi tra i presenti la conosce aveva una paura molto radicata nei suoi confronti. Che sia stata lei a mandare quell’entità nel vicolo? Che volesse proprio me?
Secondo molte culture antroprofaghe, quando un’essere umano si ciba di un’altro, assorbe le energie della vittima. Che l’atto di cannibalismo dei genitori abbia donato alla bambina delle facoltà incredibili? Oppure erano già insite in lei? Opto per la prima ipotesi…. credo fermamente che le energie psichiche contenute nel cervello dei genitori siano  state assimilate dalla bambina, dopo che se ne è cibata…. E’ agghiacciante… ma anche affascinante… DEVO arrivare alla verità…

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