Archive for September, 2009

Un morto al giorno…

Friday, September 18th, 2009
Simbolo giovedì

Simbolo giovedì

Durante la serata di ieri al ristorante da Pedro è stata uccisa una cameriera in circostanze ancora da chiarire. Sul cadavere è stato rinvenuto un biglietto con questo simbolo. La poveretta ha gridato dopo aver visto qualcosa fuggire fuori dal locale, al che si è immobilizzata e non ha più reagito in alcun modo, i soccorritori hanno trovato la cameriera con le pupille dilatate ormai priva di vita. Ulteriori accertamenti sono in corso da parte della Polizia con la collaborazione di alcuni dei presenti al momento della dipartita della povera sventurata. In caso di ulteriori notizie, cercherò di tenervi informato.

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Un nuovo omicidio ai bassifondi

Tuesday, September 15th, 2009

Strano omicidio quello di ieri notte. La polizia ha rinvenuto il cadavere di una donna nelle strade dei bassifondi. La donna, Veronica Jackob, è stata trovata morta, rigida, con un’espressione di terrore stampata in volto. Stesse modalità dell’omicidio di lunedì? Non proprio: sul primo cadavere è stato trovato un biglietto che su questo non è stato trovato. C’è da dire, però, che la polizia ha il sospetto che sia stato trafugato qualcosa e sono in corso accertamenti.

Il River’s Voice vi terrà aggiornati sui prossimi riscontri!

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Scompiglio alla Stazione: cadavere sui binari

Tuesday, September 15th, 2009

LunedìFall river 22:37: Grande scompiglio alla stazione ieri sera. Un uomo è stato trovato morto riverso sul primo binario della stazione dei treni bloccandolo fino alle prime luci dell’alba. Jamie Krog , un controllore del treno Fall River-Myricks che, sceso per accertarsi che tutti i passeggeri fossero saliti in carrozza, ha scoperto il cadavere, ha dichiarato alla stampa: “Non conoscevo quell’uomo ma ho provato pietà per lui. Era rigido quando l’ho trovato e aveva sul viso un’espressione di terrore.”

La polizia sta indagando su questo omicidio. A quanto pare, l’uomo non è stato rapinato e l’aggressore ha lasciato la propria firma su di lui: un foglio piegato nella tasca della giacca del cadavere recante la frase: “Oggi è lunedì” e uno strano simbolo accanto che ricorda una luna. Esperti affermano che il messaggio lasciato dall’assassino lasci capire che ci saranno altri omicidi. Il River’s Voice vi terrà aggiornati sulla vicenda.

C.C.

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Assassinio in città

Friday, September 11th, 2009

Ieri sera è stato rinvenuto un corpo privo di documenti al negozio fallito, alla presenza del Capitano Bartold che si è subito messo alla ricerca dell’assassino. La scena del crimine, da quanto riportano coloro che hanno rinvenuto il corpo, è molto particolare: nessun segno di effrazione, nessun segno di lotta, il corpo è stato trovato in una posizione innaturale, non ci sono segni di collutazione, ma è stato tracciato un pentacolo con del sangue. Sono stati rinvenuti diversi oggetti particolari e dei quadri, presumibilmente appartenenti alla vittima. Per ora la polizia indaga, chiunque avesse delle informazioni in merito, è pregato di contattare un’ufficiale di polizia il più presto possibile.

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Alla casa infestata – I topi

Wednesday, September 9th, 2009

Era il crepuscolo quando trovai una lettera davanti alla porta di casa mia. Essa, priva di firma, diceva questo: “Vai alla casa infestata, ci sarà bisogno di tutti… e sperate di bastare “.
Passai un’ora buona a decidere se andare in quel luogo fosse la cosa giusta o meno ma, alla fine, la curiosità prese il sopravvento.

Disarmata ed infreddolita, raggiunsi la casa quando mancava circa un quarto alle 21.00 . Subito mi resi conto di non essere l’unica ad aver ricevuto quella lettera anonima: circa tre persone erano intorno a me, alcune già informate sulla ragione di quella chiamata, altre no. Chiesi quale fosse la ragione di quella “riunione” e, dopo vari tentativi, qualcuno si degnò di darmi una risposta: una donna. Ella disse che eravamo lì per dare la caccia a dei topi, o qualcosa del genere.

D’improvviso, tutti i lampioni si spensero e fu buio. Solo la luce lunare mi permetteva di percepire la presenza di quelle ombre, che avevo scorto poco prima. Un uomo, che poi scoprì essere un certo capitano, decise di entrare per primo. Non appena varcò la soglia d’ingresso di quella casa che emetteva strani scricchiolii, la porta si richiuse subito dietro di lui, come spinta da presenze invisibili. Altre due persone si unirono, una delle quali scoprii essere un anziano signore. Eravamo in tutto in cinque, tolto il capitano. Una luce, forte come una vampa di fuoco, illuminò i piani superiori della casa. Ora toccava a noi, entrare. Tre, presi dalla paura più assurda, ci abbandonarono. Così, io, un ragazzo, e questo anziano di nome Theodor, entrammo nella casa.

Appena entrata, delle tremende vertigini mi assalirono, facendomi accasciare a terra. Nulla potei contro quella tremenda sensazione. Quando mi ripresi, il ragazzo non c’era più: eravamo solo io e l’anziano. Con un po’ di fatica, riuscii a trovare una scalinata, sulla quale il vecchio era salito, non appena eravamo entrati. Non feci in tempo a salire un gradino che una mandria di topi cominciò a salire quelle scale, diretti verso chissà dove. Cercai di muovermi, ma quel movimento parve innervosirli: infatti cominciarono ad azzannare me ed il signore, alle gambe, alle caviglie. Io cercai di liberarmene, salendo i gradini rimasti. ma il signor Theodor ne rimase bloccato e ferito. Rimasi lì, tentando di scalciare i vari topi che mi venivano addosso, finchè questi d’improvviso, come comandati da una voce inudibile, si fermarono, sparpagliandosi per la casa, nascondendosi. Tutto era così strano, così dannatamente soprannaturale.

L’anziano signore impugnò la sua pistola, presa da chissà dove, e mi invitò a seguirlo. Avanzammo di qualche passo, ed ecco che ritrovammo il ragazzo di prima: era alle prese con un qualcuno o un qualcosa, che non riuscii a vedere bene a causa del buio. Il ragazzo, quando arrivai, tentò di ferirlo con un’arma da taglio, ma non riuscìì a scalfirlo. Fortuntamente, il gesto del ragazzo riuscì a distrarre quella cosa, tanto da permettere al signor Theodor di puntare la sua pistola e sparare, centrandola in pieno petto. Non appena il proiettile bucò i panni della creatura, quella parve come sgonfiarsi, sparire, lasciando solo il mantello con cui si copriva. Gli scricchiolii della casa cessarono, e tutt’intorno si fece nuovamente luce.

Eravamo salvi? Non ne ero sicura. Un giradischi, lì nei paraggi, continuava a ripetere la stessa sinfonia. Il ragazzo decise di prendere come souvenir quel 33 giri, assieme al mantello della cosa. Il vecchio, scappò in fretta e furia. Eravamo rimasti solo io e quel ragazzo, che mi disse di chiamarsi Burt. D’improvviso, sentimmo provenire uno strano rumore da dietro una porta, seguito subito dopo da un forte sparo. Ebbi un tuffo al cuore. Da quella porta, uscì il Capitano, per nulla scosso, il quale ci disse che si era nascosto dietro quella porta per sfuggire ai topi. Che razza di uomo.

E noi, donne, dovremmo affidarci a questi pappamolle? Io preferisco essere una donna emancipata.

Non successe più nulla, perchè decidemmo di tornarcene a casa; sono certa, però, che non è finita qui.

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