Posts Tagged ‘Fall River’

FALL RIVER, TRA LUCE E TENEBRE.. ecco l’articolo vincitore del concorso

Thursday, February 4th, 2010

Ed eccovi cari lettori come promesso, anche se in ritardo, l’articolo che ha vinto il concorso giornalistico indetto qualche settimana fa.

FALL RIVER, TRA LUCE E TENEBRE di Carrie Nolan

C’è chi, per tempo costretto a vedere solo ombre, trova la luce più brillante di quanto non se la ricordasse. Così come c’è chi, per tempo abituato a vedere la luce, trova le tenebre più cupe e minacciose di quanto non se le ricordasse. Quello di cui voglio parlarvi, cari lettori, è un’esperienza che ho vissuto in prima persona al lungofiume. Adesso sono davanti alla macchina da scrivere, consolata da una tazza di caffè caldo che mi fa dimenticare la giornata umida e priva di luci di due giorni fa. Perdersi in una strada sconosciuta, in una città molto distante da quella in cui si è vissuti, e soprattutto avvolti da una coltre di nebbia tutt’altro che rassicurante, può generare una serie di emozioni contrastanti. Le ombre macchiavano il paesaggio grigio e cupo come delle pennellate di china, formando un quadro dai colori tenui che nascondevano ben altro nel profondo. C’è voluto poco affinché questo quadro si macchiasse di rosso, un colore totalmente dissonante, totalmente acceso da mandare il tutto nel caos più totale. Il rosso è un colore forte, un colore che accende un fuoco dentro gli esseri viventi. Non per nulla, in Spagna il toro viene aizzato contro il toreador, dal toreador stesso, con un drappo rosso. I colori sono come delle energie, che accendono emozioni diverse negli esseri viventi. L’atmosfera sul lungofiume era diventata rossa, tutti potevano vedere quel colore. C’è chi, per tempo abituato a vedere la luce, trova le tenebre più cupe e minacciose di quanto non se le ricordasse. Così come c’è chi, per tempo abituato a vedere le ombre generate dalle luci, le usa a proprio vantaggio per trovare la sua strada nelle tenebre. Può essere un poeta maledetto che cerca l’ispirazione annebbiandosi la mente con l’alcool. Può essere una madre di famiglia, che è disposta a dare la vita per salvare la sua bambina. Può essere un uomo tormentato che vaga per le strade di Fall River, nascondendosi nella nebbia alla ricerca della prossima ombra in cui rifugiarsi. L’unica cosa che possiamo fare, noi che viviamo tra la luce e le tenebre, è attendere maggiori informazioni dagli inquirenti, per poter entrare nel vivo di questo nuovo mistero che avvolge la cittadina. Vostra Carrie Nolan

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Assassinio in città

Friday, September 11th, 2009

Ieri sera è stato rinvenuto un corpo privo di documenti al negozio fallito, alla presenza del Capitano Bartold che si è subito messo alla ricerca dell’assassino. La scena del crimine, da quanto riportano coloro che hanno rinvenuto il corpo, è molto particolare: nessun segno di effrazione, nessun segno di lotta, il corpo è stato trovato in una posizione innaturale, non ci sono segni di collutazione, ma è stato tracciato un pentacolo con del sangue. Sono stati rinvenuti diversi oggetti particolari e dei quadri, presumibilmente appartenenti alla vittima. Per ora la polizia indaga, chiunque avesse delle informazioni in merito, è pregato di contattare un’ufficiale di polizia il più presto possibile.

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Personaggi – Lizzie Borden

Friday, April 24th, 2009

La data era il 4 agosto 1892. Il 92 di Second Street, la casa di Andrew e Abby Borden.

Circa alle 11 e 10 di mattina, la trentaduenne Lizzie Borden, figlia di Andrew e figliastra di Abby, scoprì il cadavere del padre su un divano nel salotto della casa. Subito dopo anche Abby fu trovata morta sul pavimento della camera degli ospiti. Ci fu una grande confusione, e la polizia venne chiamata subito. Bridget, la domestica (che fu un personaggio chiave della vicenda) corse in strada a chiamare il dottor Bowen, il medico di famiglia.

Al momento il dottore era fuori, ma arrivò quasi subito. Telegrafò a Emma, la sorella maggiore di Lizzie, per riferirle la terribile notizia. Nel frattempo i vicini andavano e venivano, incuriositi e terrificati dai brutali omicidi. All’esame dei cadaveri, il dottor Bowen riscontrò delle ferite raccapriccianti: Andrew aveva un occhio tagliato in due che protrudeva dall’orbita, il naso era stato reciso e si potevano contare undici profonde lesioni sul lato sinistro del volto.

Il corpo di Abby non era in condizioni migliori. Era stata trovata a faccia in giù in una pozza di sangue, con la testa quasi staccata dal collo. Il dottor Bowen riscontrò che la donna era stata colpita sulla parte posteriore del cranio più di una dozzina di volte, probabilmente con la stessa arma che era stata usata per uccidere Andrew.

I sospetti caddero su Lizzie per diversi motivi. Il giorno prima del duplice omicidio Abby disse al dottor Bowen che lei e Andrew erano stati avvelenati. Entrambi erano stati malissimo la notte precedente. Sfortunatamente per Lizzie, Eli Bence, un commesso dello Smith’s Drugstore, informò gli investigatori che la ragazza aveva provato a comprare dell’acido prussico (cianuro di idrogeno) diverse volte nelle due settimane precedenti gli omicidi; Bence si era rifiutato di venderglielo senza una ricetta medica. Lizzie negò di aver visitato l’emporio o di aver chiesto del veleno. Inoltre c’erano dei problemi con l’attendibilità dell’alibi. Lizzie cambiava continuamente la sua versione, ricordandosi e dimenticandosi alcune informazioni e contraddicendosi.

l’accetta senza manico che fu trovata nello
scantinato. Non fu mai provato che era l’arma
del delitto

Poi, un paio di giorni dopo gli omicidi, Miss Russell, un’amica delle sorelle Borden, testimoniò che Lizzie aveva bruciato un vestito nella stufa della cucina. Lizzie aveva detto che l’abito era macchiato di vernice e che non poteva più usarlo. Improbabile. Fu questa testimonianza che spinse il giudice Blaisdell ad accusare la ragazza dei delitti.
Il processo durò 14 giorni, dal 5 al 19 giugno 1893. l’unica volta che Lizzie parlò fu dopo la chiusura del dibattimento. Si limitò a dichiarare: “Sono innocente. Lascio che sia il mio avvocato a parlare per me.”


Alle 3 e 24 del 19 giugno la giuria si ritirò per deliberare. Alle 4 e 23 tornò col verdetto: non colpevole. Si disse che i giurati avevano impiegato solo 5 minuti per decidere, ma che avevano voluto aspettare un’ora per rispetto dell’Accusa.
Un alibi inattendibile, un vestito dato alle fiamme e l’immagine stereotipata di una giovane donna dell’800: tutti questi fattori e molti altri alimentano il mistero del caso di Lizzie Borden. Teorie e libri su di esso si sprecarono. Nei minuti successivi alla scoperta dei corpi fu fatto poco o niente per preservare la scena del crimine. Molte persone gironzolarono per la casa, lasciando impronte digitali ovunque, perfino sui cadaveri. I corpi furono spostati prima di una completa investigazione. E’ stato detto che Andrew era in piedi al momento del primo colpo e che le macchie di sangue sulla scena sarebbero risultate dall’attacco di una persona molto più alta di Lizzie.  La faccenda del vestito non è mai stata risolta. Alcuni dicono che era celeste, altri blu scuro. Se gli investigatori fossero stati in grado di identificare e acquisire come prova il vestito che Lizzie aveva indossato quel giorno, sarebbe stato possibile svolgere un ulteriore esame su di esso per trovare eventuale sangue sulla stoffa e analizzarlo. Inoltre non ci sarebbe stato l’incidente della bruciatura del vestito: con il vestito in questione nelle mani delle autorità, la bruciatura di un altro vestito non avrebbe portato all’arresto di Lizzie. La determinazione dell’ora dei decessi fu praticamente tirata a indovinare. Gli esperti dell’epoca stabilirono che Abby era morta 1-2 ore prima di Andrew, basando questa conclusione su tre fattori: 1) il sangue di Abby era coagulato e quello di Andrew no; 2) il corpo di Abby era più freddo al tatto di quello di Andrew; 3) nello stomaco di Abby c’era una grande quantità di cibo non digerito, mentre quello nello stomaco di Andrew era ben digerito.

Informazioni liberamente tratte da www.crimine.net

Molto interessante la filastrocca che si sentì nei giorni seguenti:

Lizzie Borden took an axe
Gave her mother forty whacks
When she saw what she had done
She gave her father forty-one

(Lizzie Borden prese un ascia / inflisse a sua madre quaranta colpi / quando vide cosa aveva fatto / ne inflisse a suo padre quarantuno)

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Incontri in città – Ristorante da Pedro

Thursday, April 23rd, 2009

In una notte particolarmente piovosa, mi sono recato al ristorante da Pedro, in cerca di un locale tranquillo dove poter passare la serata. Qui ho incontrato il nuovo capitano della polizia, mister Elrick Bartold, ed insieme a lui ho passato lì la serata. Ci aspettavamo una serata tranquilla, nonostante mi facesse male la gamba destra per l’umidità, la solita band Jazz si apprestava a suonare qualcosa quando ho notato che le espressioni delle cameriere e degli inservienti erano un po’ troppo cordiali… Mi son fatto prendere un po’ dal nervosismo, ormai ne ho passate troppe per non capire quando c’è qualcosa che non va, quindi ho iniziato a rendere partecipe del mio malessere anche il capo della polizia, che mi ha cercato di tranquillizare.

Dopo poco la pioggia che incessantemente da tre giorni batteva sulla città si è interrotta per lasciare spazio ad una fitta nebbia che si è andata ad ammassare sulle finestre e sulla porta d’uscita. “ok” -mi dico- “Ci siamo, ecco l’ennesimo casino” Mi dirigo celermente verso la porta del bagno, sperando che in un luogo più chiuso e con meno ressa (sì, avete capito bene, il ristorante solitamente deserto ieri sera era incredibilmente pieno) ci fosse una via d’uscita eventuale. Non appena passiamo accanto ad una cameriera, quasi correndo, questa richiama la nostra attenzione e ci dice che Pedro sta sbarellando di brutto, che ha un fucile e che sta servendo cibo particolare ai commensali. Ci giriamo per cercarlo e affrontarlo, quando un colpo di fucile richiama la nostra attenzione: Pedro è armato, ha appena fatto fuoco e non sembra molto propenso a discutere. Io ed il capitano facciamo fuoco quasi simultaneamente sul disgraziato che cade in terra.

Mentre ci avviciniamo per stabilire se è vivo o morente, ci accorgiamo che si polverizza e trasforma in cenere sotto i nostri occhi. Sul cumulo di cenere, rimane solo una lettera, con una strana effige impressa sulla ceralacca che la chiude, raccolgo la lettera ed esausto esco dal locale, tornando a casa, sperando di non fare incubi.

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