In una notte particolarmente piovosa, mi sono recato al ristorante da Pedro, in cerca di un locale tranquillo dove poter passare la serata. Qui ho incontrato il nuovo capitano della polizia, mister Elrick Bartold, ed insieme a lui ho passato lì la serata. Ci aspettavamo una serata tranquilla, nonostante mi facesse male la gamba destra per l’umidità, la solita band Jazz si apprestava a suonare qualcosa quando ho notato che le espressioni delle cameriere e degli inservienti erano un po’ troppo cordiali… Mi son fatto prendere un po’ dal nervosismo, ormai ne ho passate troppe per non capire quando c’è qualcosa che non va, quindi ho iniziato a rendere partecipe del mio malessere anche il capo della polizia, che mi ha cercato di tranquillizare.
Dopo poco la pioggia che incessantemente da tre giorni batteva sulla città si è interrotta per lasciare spazio ad una fitta nebbia che si è andata ad ammassare sulle finestre e sulla porta d’uscita. “ok” -mi dico- “Ci siamo, ecco l’ennesimo casino” Mi dirigo celermente verso la porta del bagno, sperando che in un luogo più chiuso e con meno ressa (sì, avete capito bene, il ristorante solitamente deserto ieri sera era incredibilmente pieno) ci fosse una via d’uscita eventuale. Non appena passiamo accanto ad una cameriera, quasi correndo, questa richiama la nostra attenzione e ci dice che Pedro sta sbarellando di brutto, che ha un fucile e che sta servendo cibo particolare ai commensali. Ci giriamo per cercarlo e affrontarlo, quando un colpo di fucile richiama la nostra attenzione: Pedro è armato, ha appena fatto fuoco e non sembra molto propenso a discutere. Io ed il capitano facciamo fuoco quasi simultaneamente sul disgraziato che cade in terra.
Mentre ci avviciniamo per stabilire se è vivo o morente, ci accorgiamo che si polverizza e trasforma in cenere sotto i nostri occhi. Sul cumulo di cenere, rimane solo una lettera, con una strana effige impressa sulla ceralacca che la chiude, raccolgo la lettera ed esausto esco dal locale, tornando a casa, sperando di non fare incubi.