Posts Tagged ‘sangue’

Assassinio in città

Friday, September 11th, 2009

Ieri sera è stato rinvenuto un corpo privo di documenti al negozio fallito, alla presenza del Capitano Bartold che si è subito messo alla ricerca dell’assassino. La scena del crimine, da quanto riportano coloro che hanno rinvenuto il corpo, è molto particolare: nessun segno di effrazione, nessun segno di lotta, il corpo è stato trovato in una posizione innaturale, non ci sono segni di collutazione, ma è stato tracciato un pentacolo con del sangue. Sono stati rinvenuti diversi oggetti particolari e dei quadri, presumibilmente appartenenti alla vittima. Per ora la polizia indaga, chiunque avesse delle informazioni in merito, è pregato di contattare un’ufficiale di polizia il più presto possibile.

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Eventi al bosco

Thursday, June 18th, 2009

“Forse dovrebbe vedere cosa sta succedendo nei boschi, sappia che sono tre notti che va avanti così.”

Una lettera anonima, recapitata a più persone, soggetti curiosi, studiosi o forse amanti del mistero e dell’avvenuta.

Non è una storia quella che vien narrata in queste righe, bensì un reale incontro avvenuto poche notti fa in uno dei punti più misteriosi della città Fall River.

Un’incontro dettato da quelle poche righe scritte su di un foglio e lasciato in modo che gli interessanti si presentassero nelle zone più esterne del bosco, senza bisogno di inoltrarsi troppo, benché l’intenzione vi fosse stata.

L’ambiente tetro e la notte silenziosa, per quanto potesse sembrar strano trovandosi nei pressi di un bosco, non v’era alcun rumore ne di sottobosco ne di nient’altro. L’astro lunare splendeva nel cielo terso, filtrando tra i rami e la vegetazione, apparendo come una mistica luce argentea sulla cappa di nebbia che si abbatteva su tutta la città; gli avventurieri, o per meglio dire, i curiosi che s’addentrarono nei boschi nell’ora tarda di quella notte, si ritrovarono poco dopo uniti, anche per la sensazione di disagio che aleggiava attorno a loro.

Rumori di passi e di foglie schiacciate provenire dal fitto del bosco hanno fatto allertare il gruppo di persone poco più fuori del bosco, convincendoli a rimanere sempre più vicini l’un l’altro.

La nebbia intanto iniziava a compiere movimenti innaturali, diradandosi e re infittendosi a fasi alterne… qualcosa destò la curiosità di uno delle persone poco più dentro nel bosco, così da farlo avvicinare sempre più alla fonte di mistero presente nel luogo.

Forse premeditato o un gesto istintivo, questo qualcosa iniziò a muoversi velocemente verso l’esterno della selva, muovendosi sempre con più rapidità in direzione del restante gruppo che, ignaro, rimaneva lì sul limitare del bosco. I forti rumori provenire dal fitto fino all’esterno iniziavano a diventare sempre più intensi donando anche chiara visione di ciò che li provocava… all’apparenza un animale selvatico uscire dalla selva e dirigersi con intenzioni poco rassicuranti verso il gruppo di avventurieri rimasti in attesa di comprendere cosa fossero qui forti suoni improvvisi.

Quell’ animale raggiunto il gruppetto, invece di proseguire travolgendo i malcapitati, si accasciò al suolo morente, cogliendo lo stupore generale di chi assisteva alla scena. Incredulità nel vedere e scoprire che quell’animale in realtà era morto già da tempo e che quella carcassa si era mossa percorrendo a grande velocità una distanza non indifferente, prima di cadere al suolo, lasciando che un liquame scuro uscisse fuori dalle interiora; il forte fetore iniziò a liberarsi nell’aree portando ancor più disagio alle persone che riuscirono a ritrovare quella figura addentratasi nel fitto poco dopo aver visto che il liquido denso e scuro non si trattava di sangue, benché il colore fosse simile al verde.

Le stranezze iniziarono a prender vita in quel luogo:
la nebbia si diradò permettendo una visuale della luna rossa, come impregnata di sangue, qualcuno degli avventurieri la descrisse così quasi come se avvertisse il proprio viso impregnato di quel sangue colato direttamente dalla luna. C’è chi iniziò ad allontanarsi preso dal terrore, in preda a grida ed incitamenti all’andar via da quei luoghi, tentando di portarsi sempre più lontano dalla luce dell’astro lunare, come se quel fascio potesse esser uno sguardo tetro e malvagio rivolto verso loro.

In tutto il caos creato per le visioni e per ciò che iniziava ad avvenire in quei luoghi deserti e tetri, qualcosa iniziava a prendere forma dalla carcassa, apparentemente due figure umanoidi uscirono fuori ad quel liquame verdastro, mentre la nebbia riprendeva a muoversi in quella danza alternata, rendendo il tutto ancor più incerto e confusionario.

Queste immagini apparse improvvisamente sembravano risollevare l’aria di disagio che era presente attorno ai nostri avventurieri, facendo sentire in pace chiunque continuava ad osservarli, per qualcuno non era così, avvertendo una sensazione di pericolo e tentando di far ridestare chi invece era sotto l’effetto di quelle figure non ben definite.

Questo sortilegio continuò fino a quando qualcuno non estrasse la propria arma e fece fuoco, tentando di colpire una di queste figure, illuminando per qualche attimo a giorno la zona dove gli avventurieri eran presenti e dove venivano “attaccati” da queste sagome di dubbia provenienza. Quello sparo e quel fragoroso rumore riecheggiò per il bosco, destando una delle persone, che riuscì ad esser portata lontana dal posto da uno degli avventurieri, che iniziò ad allontanarsi dalla zona misteriosa. A fatica anche i restanti avventurieri riuscirono a riprendersi da quelle visioni che li colpirono, riuscendo a spostarsi in seguito da quel luogo.

Qualcosa di strano si sta muovendo nelle viscere della terra sotto la nostra cittadina, qualcosa che non ha a niente a che fare con i disboscamenti o con le rovine naturali avute negli ultimi anni. Qualcosa sembra essersi risvegliato sotto i nostri piedi e sembra che voglia render partecipi tutti i cittadini di quest’evento. Quale sarà il prossimo evento? Cosa ci sarà di nuovo e di prossimo nella città di Fall River?

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Personaggi – Lizzie Borden

Friday, April 24th, 2009

La data era il 4 agosto 1892. Il 92 di Second Street, la casa di Andrew e Abby Borden.

Circa alle 11 e 10 di mattina, la trentaduenne Lizzie Borden, figlia di Andrew e figliastra di Abby, scoprì il cadavere del padre su un divano nel salotto della casa. Subito dopo anche Abby fu trovata morta sul pavimento della camera degli ospiti. Ci fu una grande confusione, e la polizia venne chiamata subito. Bridget, la domestica (che fu un personaggio chiave della vicenda) corse in strada a chiamare il dottor Bowen, il medico di famiglia.

Al momento il dottore era fuori, ma arrivò quasi subito. Telegrafò a Emma, la sorella maggiore di Lizzie, per riferirle la terribile notizia. Nel frattempo i vicini andavano e venivano, incuriositi e terrificati dai brutali omicidi. All’esame dei cadaveri, il dottor Bowen riscontrò delle ferite raccapriccianti: Andrew aveva un occhio tagliato in due che protrudeva dall’orbita, il naso era stato reciso e si potevano contare undici profonde lesioni sul lato sinistro del volto.

Il corpo di Abby non era in condizioni migliori. Era stata trovata a faccia in giù in una pozza di sangue, con la testa quasi staccata dal collo. Il dottor Bowen riscontrò che la donna era stata colpita sulla parte posteriore del cranio più di una dozzina di volte, probabilmente con la stessa arma che era stata usata per uccidere Andrew.

I sospetti caddero su Lizzie per diversi motivi. Il giorno prima del duplice omicidio Abby disse al dottor Bowen che lei e Andrew erano stati avvelenati. Entrambi erano stati malissimo la notte precedente. Sfortunatamente per Lizzie, Eli Bence, un commesso dello Smith’s Drugstore, informò gli investigatori che la ragazza aveva provato a comprare dell’acido prussico (cianuro di idrogeno) diverse volte nelle due settimane precedenti gli omicidi; Bence si era rifiutato di venderglielo senza una ricetta medica. Lizzie negò di aver visitato l’emporio o di aver chiesto del veleno. Inoltre c’erano dei problemi con l’attendibilità dell’alibi. Lizzie cambiava continuamente la sua versione, ricordandosi e dimenticandosi alcune informazioni e contraddicendosi.

l’accetta senza manico che fu trovata nello
scantinato. Non fu mai provato che era l’arma
del delitto

Poi, un paio di giorni dopo gli omicidi, Miss Russell, un’amica delle sorelle Borden, testimoniò che Lizzie aveva bruciato un vestito nella stufa della cucina. Lizzie aveva detto che l’abito era macchiato di vernice e che non poteva più usarlo. Improbabile. Fu questa testimonianza che spinse il giudice Blaisdell ad accusare la ragazza dei delitti.
Il processo durò 14 giorni, dal 5 al 19 giugno 1893. l’unica volta che Lizzie parlò fu dopo la chiusura del dibattimento. Si limitò a dichiarare: “Sono innocente. Lascio che sia il mio avvocato a parlare per me.”


Alle 3 e 24 del 19 giugno la giuria si ritirò per deliberare. Alle 4 e 23 tornò col verdetto: non colpevole. Si disse che i giurati avevano impiegato solo 5 minuti per decidere, ma che avevano voluto aspettare un’ora per rispetto dell’Accusa.
Un alibi inattendibile, un vestito dato alle fiamme e l’immagine stereotipata di una giovane donna dell’800: tutti questi fattori e molti altri alimentano il mistero del caso di Lizzie Borden. Teorie e libri su di esso si sprecarono. Nei minuti successivi alla scoperta dei corpi fu fatto poco o niente per preservare la scena del crimine. Molte persone gironzolarono per la casa, lasciando impronte digitali ovunque, perfino sui cadaveri. I corpi furono spostati prima di una completa investigazione. E’ stato detto che Andrew era in piedi al momento del primo colpo e che le macchie di sangue sulla scena sarebbero risultate dall’attacco di una persona molto più alta di Lizzie.  La faccenda del vestito non è mai stata risolta. Alcuni dicono che era celeste, altri blu scuro. Se gli investigatori fossero stati in grado di identificare e acquisire come prova il vestito che Lizzie aveva indossato quel giorno, sarebbe stato possibile svolgere un ulteriore esame su di esso per trovare eventuale sangue sulla stoffa e analizzarlo. Inoltre non ci sarebbe stato l’incidente della bruciatura del vestito: con il vestito in questione nelle mani delle autorità, la bruciatura di un altro vestito non avrebbe portato all’arresto di Lizzie. La determinazione dell’ora dei decessi fu praticamente tirata a indovinare. Gli esperti dell’epoca stabilirono che Abby era morta 1-2 ore prima di Andrew, basando questa conclusione su tre fattori: 1) il sangue di Abby era coagulato e quello di Andrew no; 2) il corpo di Abby era più freddo al tatto di quello di Andrew; 3) nello stomaco di Abby c’era una grande quantità di cibo non digerito, mentre quello nello stomaco di Andrew era ben digerito.

Informazioni liberamente tratte da www.crimine.net

Molto interessante la filastrocca che si sentì nei giorni seguenti:

Lizzie Borden took an axe
Gave her mother forty whacks
When she saw what she had done
She gave her father forty-one

(Lizzie Borden prese un ascia / inflisse a sua madre quaranta colpi / quando vide cosa aveva fatto / ne inflisse a suo padre quarantuno)

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